“Ciò che è opposto si concilia, dalle cose in contrasto nasce l’armonia più bella” (Eraclito)

L’armonia nasce da assonanze e dissonanze. Anche nell’abbinamento cibo-vino si utilizzano i principi dell’analogia e del contrasto delle sensazioni. Di seguito alcune regole base, suggerite dalla FISAR.

Piatti aromatici e profumati, grazie alla loro preparazione in cucina o per la presenza di erbe aromatiche, richiedono intensità olfattiva ed elevata persistenza nel vino (analogia).

In caso di presenza di sensazioni acerbe, amaricanti o pungenti del piatto, privilegiare la morbidezza del vino (contrasto).

La struttura del cibo, intesa come consistenza alla masticazione, richiede un vino alcolico e di corpo (analogia).

Per un piatto che ha subito una lunga preparazione, una cottura elaborata che ha modificato sapori, li ha fusi, li ha esaltati, cosa che avviene anche nel caso della stagionatura, preferire un vino invecchiato e complesso (analogia).

Pietanze grasse o con tendenza dolce hanno bisogno di vini con una buona sapidità, acidità e/o effervescenza. (contrasto)

Pietanze untuose o succulente amano essere accompagnate da vini rossi alcolici e con una buona tannicità. (contrasto)

I dolci del dessert richiedono di essere abbinati a vini altrettanto ricchi di zucchero, cioè vini dolci (analogia).

Di seguito le nostre proposte per i vostri eventi culinari, con il suggerimento di abbinare sempre il vino appropriato alla pietanza. 

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