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Denominazione: Sicilia DOC - Produttore: Valdibella - Nome in etichetta: Kerasos
Formato: 0,75L
Alcol: 14%
Vino certificato BIOLOGICO.
Varietà: Nero d'Avola
Per il Nero d'Avola l'azienda ha due vigneti con caratteristiche molto diverse. La prima, sul livello del mare, con terre bianche e ricche di calcare. La seconda vigna è in posizione elevata con terreni più argillosi a tessitura media. Il pregio del vino è quello di provenire da grappoli di Nero d'Avola diversificati con complessità aromatica e varietale molto interessante.
Suolo: Argilloso e calcareo
Sistema di allevamento: Guyot/Spalliera
Resa media: 60 qli per ettaro
Raccolta: Raccolta manuale delle uve
Età media delle vigne: 15 anni
Trattamenti delle vigne: Zolfo e rame se necessari
La vendemmia parte a fine settembre per terminare a inizio ottobre.
Vinificazione: Macerazione per circa 12 giorni sulle bucce e fermentazione spontanea termocontrollata in acciaio inox con successiva malolattica
Maturazione: Affinamento per circa 8 mesi, per metà in acciaio e per metà in caratelli di secondo passaggio
Non a caso è stato chiamato così, ciliegia, dal greco: κερασος – Kerasos. Il suo aroma di ciliegia e frutti rossi è inconfondibile. È questa la caratteristica che contraddistingue il Nero D’Avola di questa zona. Si pensa che questo dipenda dalle condizioni del territorio, terreni argillosi calcarei, alta collina con ventilazione e forti escursioni termiche. Tutto questo dà un vino che al corpo e alla struttura unisce una grande eleganza con sentori di frutta e con tannini mai aggressivi.
Rosso rubino intenso, al naso frutti di bosco, ribes e lampone, con piacevole nota balsamica. In bocca caldo e morbido. acidità e tannino presenti, nel complesso equilibrato
Ottimo per abbinare formaggi e salumi molto stagionati, carni rosse con cotture lente e accompagnate da salse ai frutti rossi
Temperatura di servizio: 18-20°
"Valdibella, un progetto sostenibile all'interno del quale tutte le risorse sia umane che naturali, trovano la propria realizzazione.
Nasce nel giugno del 1998 in un territorio a forte vocazione agricola e rurale, affiancandosi alla comunità salesiana Itaca, che si occupa di accoglienza di giovani con disagio sociale e promuovendo, attraverso il progetto Jonathan, il loro inserimento nel mondo del lavoro.
Fin dall’inizio la cooperativa ha cercato di scardinare stratificazioni culturali che negli ultimi secoli hanno dominato il territorio siciliano: restituire cioè la dignità agli agricoltori, promuovendo azioni concrete contro lo sfruttamento commerciale e lavorativo e mettendo in campo metodi di agricoltura biologica che puntino sulla biodiversità e su colture autoctone.
Quindici etichette da vitigni prevalentemente autoctoni: Nero d’Avola, Perricone, Nerello Mascalese ( Agape ), Grillo, Catarratto e Zibibbo. Una produzione che rispecchia la cultura vinicola del nostro territorio collinare e ne esalta le tipicità. Vinifichiamo senza solfiti alcuni vini e gli altri ne sono a basso tenore. Ma la cura dei nostri vini inizia in vigna: attraverso azioni mirate e a bassissimo impatto ambientale (tra tutti, il mantenimento della fertilità del suolo e la gestione delle chiome), i nostri campi vengono “nutriti” e difesi per raggiungere alti livelli di qualità.
Sapevamo fin dall’inizio che l’unico modo per riuscire nel progetto era l’unione tra diversi agricoltori. Da soli, ciascuno avrebbe fatto poco. O niente. E ogni giorno questa convinzione viene confermata anche nelle piccole cose.
Non c’è vera crescita se non collettiva: anche per questo la cooperativa ha aderito, fin dalla sua fondazione, all’associazione Addiopizzo, che con il suo manifesto di consumo critico si spende a favore di una economia libera dalle mafie.
Per tale ragione il logo Addiopizzo è presente su tutti i prodotti a marchio Valdibella.
Siamo convinti che l’agricoltura biologica non sia una nostalgia per un passato ormai compiuto: rappresenta invece una tra le risposte più urgenti all’imminente futuro del pianeta, che dipende dalla capacità di saper cambiare rotta."
FILOSOFIA PRODUTTIVA
"La terra che abbiamo ereditato dai nostri padri ha subìto pesanti cambiamenti, dal dopoguerra in poi. Riappropriarcene è un dovere, perché è piena di promesse che riuscirà a mantenere solo se impariamo ad osservarla, conoscerla, ascoltarla meglio.
Per capire di cosa ha bisogno, per nutrirsi meglio e per rifiorire in fretta. Perché i terreni che coltiviamo sono veramente vivi. E per mantenere questa vitalità è necessario ristabilire l’equilibrio dimenticato, riservando un’attenzione particolare alla diversità biologica nei processi produttivi.
Le buone pratiche di gestione del suolo, le rotazioni agricole, i riposi stessi, sono alcuni degli esempi che contribuiscono alla realizzazione di un’agricoltura rispettosa dell’ambiente e della biodiversità. In fondo è un pensiero semplice: dalla terra viene il nostro nutrimento e dunque più essa sta bene, migliore sarà la nostra salute."