Bronner IGT Veneto 2020 Sesto Senso - Tenuta Giol
Bronner IGT Veneto 2020 Sesto Senso - Tenuta Giol

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VINO SuperBIO

Il Bronner è definito da alcuni esperti vitigno del futuro o vino SuperBio, grazie alla sua straordinaria capacità naturale di resistere alle malattie fungine più pericolose per la vite, come l’oidio e la peronospora. E’ un incrocio di uva da vino, nato nel 1975 incrociando Merzling e Geisenheim 6494, anch’essi due varietà naturali che hanno tra i loro progenitori Riesling e Pinot grigio, con i quali il nuovo vitigno condivide la vigoria e le caratteristiche del grappolo. Grazie alla sua naturale resistenza alle malattie fungine, non necessita di trattamenti come le altre varietà tradizionali più diffuse e conosciute.

INFO TECNICHE

Denominazione: IGT Veneto

Produttore: Tenuta Giol

Nome: Sesto Senso

Formato: 0,75Lt

Vitigno: Bronner

Vinificazione: Fermentazione controllata con lieviti selezionati

Maturazione: Affinamento sulle fecce nobili

Suolo: Ghiaioso

Sistema di allevamento: Sylvoz

Resa media: 110 qli

Raccolta: Raccolta manuale in fase tardiva

Età media delle vigne: 3 anni

Trattamenti delle vigne: Sostanze organiche (azoto), vegetali e minerali

Titolo alcolometrico: 12,5%

Zuccheri riduttori: 0 g/l

Acidità totale: 5,6 g/l

PIWI BRONNER GIOL VENETO IGT 'SESTO SENSO' VINO BIOLOGICO - VEGAN

"Un sogno si realizza. Siamo pronti ad offrirvi un vino purissimo, fatto da un uva straordinaria, il Bronner. Il Bronner è definito da alcuni esperti vitigno del futuro o vino superbio, grazie alla sua straordinaria capacità naturale di resistere alle malattie fungine più pericolose per la vite, come l’oidio e la peronospora. E’ un incrocio di uva da vino nato nel 1975 incrociando Merzling e Geisenheim 6494, anch’essi due varietà naturali che hanno tra i loro progenitori Riesling e Pinot grigio, con i quali il nuovo vitigno condivide la vigoria e le caratteristiche del grappolo. Grazie alla sua naturale resistenza alle malattie fungine, non necessita di trattamenti come le altre varietà tradizionali più diffuse e conosciute. Le uve che alleviamo sono incontaminate e mantengono integri i profumi ed i sapori originali del territorio da cui provengono. Per proteggere questa eredità, questo patrimonio organolettico, le abbiamo lavorate nella maniera più rispettosa possibile, evitando di aggiungere prodotti origine animale. Non è solo un vino, è un’ideale: spremuta di un’uva incontaminata."

RICONOSCIMENTI

INTERNATIONALER PIWI WEINPREIS 2019 - PIWI INTERNATIONAL WINE AWARD - SILVER MEDAL

NOTE SENSORIALI

E’ un vino colore giallo paglierino, piacevolmente tannico e di corpo, profumo leggermente fruttato di frutta bianca e spezie, con leggere note di fieno.

E’ un vino asciutto, equilibrato ed armonico, sapido e piacevolmente minerale.

Ottimo con gli antipasti di verdure e pesce, con le minestre asciutte e in brodo, piatti sapori a base di carne bianca.

Temperatura di servizio 10-12°C.

GIOL SI RACCONTA

"Dal 1427, nella tenuta Giol, uomini del vino si tramandano esperienza, tradizione e cultura locale del fare vino.

Questa antica cantina di straordinario impatto emotivo, è un complesso non intaccato dal tempo che suggestiona e sorprende con una cornice di tigli e glicini secolari costeggiati da un ruscello d'acqua sorgiva.

La cantina grande Protetta da antiche pareti spesse oltre un metro, la Cantina Grande è stata fin dai tempi dei Conti Papadopoli un ambiente ottimale per l'invecchiamento di vini di qualità.

Esternamente la Cantina si presenta come un grande edificio su due piani con una splendida muratura e la facciata su cui si apre l'ingresso ha una ricercata decorazione delle finestre con tessere in pietra a vista originarie del luogo; gli altri due lati invece si caratterizzano per la presenza di sassi di fiume a vista alternati a mattoni lavorati a mano. Al piano terra troviamo una delle più imponenti e suggestive bottaie esistenti nel nord-Italia.

Un anfiteatro di 78 botti di diverse capacità (le più grandi addirittura da 26000 litri) protetto da fitte travature (oltre 220 travi) che sorreggono un immenso granaio. Al piano superiore è possibile infatti ammirare un unico grande spazio di dimensioni straordinarie: 78 metri di lunghezza e 18 di larghezza: qui abbiamo essiccato e conservato il grano per secoli. La copertura è sostenuta da complesse e imponenti capriate.

Durante la Prima Guerra Mondiale gli austriaci occuparono tutta la zona e fecero del Castello e delle Cantine un presidio militare. In quegli anni, intere forme di formaggio venivano nascoste all'intero delle botti per sottrarle alla confisca; da qui l'origine di un formaggio noto come l'ubriaco. A testimonianza del passaggio delle truppe rimangono, inoltre, i segni dei proiettili sparati contro alcune botti: fortunatamente il loro spessore era tale da resistere ai colpi di arma da fuoco salvaguardandone il contenuto.

Le 5 cripte sono la parte più antica delle Cantine. Da sempre utilizzate per la conservazione dei nostri vini più prestigiosi, ancora oggi vengono impiegate per l'affinamento in barrique del nostro Cabernet e per l'accoglienza dei nostri ospiti in un ambiente affascinante.

Sono davvero un luogo ideale per l'invecchiamento di vini di qualità: 20 barrique di 210 litri, 4 Tonneaux di 500 litri, 32 botticelle da 1300 litri sono protetti da soffitti a volta in pietra e pareti spesse oltre un metro che garantiscono una temperatura costante durante tutto l'anno. Per noi il legame con il territorio è molto stretto, ci stiamo impegnando a valorizzarlo e a farlo conoscere meglio anche attraverso i nostri vini e le nostre Antiche Cantine.

Dal 1987, vinifichiamo le uve dei nostri poderi storici La Bicana, Il Bassonet, Le Gerette, Spiridiona con tecniche di agricoltura biologica e vegan , nel rispetto dell'ambiente e della materia prima.

Questo significa che non usiamo diserbanti, li sostituiamo con la lavorazione del terreno per arricchirlo di sostanze organiche, azoto e microelementi. Inoltre utilizziamo concimi di origine vegetale e minerale, evitando antiparassitari o concimi di sintesi che inquinano il terreno e le falde.

Pochi sanno che in enologia vengono di norma impiegate sostanze di origine animale per chiarificare e stabilizzare i mosti e i vini. Le alternative esistono, dalla bentonite alle proteine vegetali.

Noi abbiamo scelto di impiegarle per offrire un prodotto migliore, libero dai derivati animali! Quali sono le sostanze di origine animale presenti nel vino? Per citarne alcune, le più utilizzate sono l’albumina e albume d’uovo, caseina del latte, gelatine ottenute da ossa e pelle del maiale, colla di pesce, albumine di siero sanguigno e prodotti a base di chitina.

Con questi elementi si ottiene un vino stabile, ma impoverito dei suoi profumi e aromi autentici. Inoltre gli allergeni animali possono causare reazioni allergiche o intolleranze. I vini vegani sono prodotti integri e puri, di altissima qualità. Sono preferibili per la loro elevata digeribilità e per il gusto più naturale. Hanno una durata che varia da uno a due anni, in base al tipo di vino."

TENUTA GIOL SOC. AGR.
GIO016

Referenza specifica

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